Premio Michelangelo

L'idea.

Nel 1997 "Scolpire all'aperto" ospitava al suo interno spettacoli di intrattenimento. L'attuale sindaco di Carrara Angelo Zubbani, all' epoca presidente A.P.T., offrì l'opportunità di organizzare una sfilata di moda.
Fu in questa occasione che l'amore per il territorio e per l'arte mi suggerì un progetto culturale che trovò una felice realizzazione e il cui successo fu suggellato sulla stampa: "Sensazionale Premio Michelangelo" a scolpire all' aperto. Sensazionale era il nome del primo premiato - Giò Pomodoro - di cui conservo un carteggio e che mi ha onorato della sua amicizia. Importante il contributo offerto dalla grande attrice Lidia Alfonsi che nell' occasione recitò poesie del grande Michelangelo. Indiscutibile il supporto e la generosità di uno dei più importanti imprenditori del settore lapideo: Franco Barattini proprietario delle storiche cave del Polvaccio, oggi cave Michelangelo. Lo conobbi grazie alla presentazione dello scultore Prof. Leonardo Massari. Per me era indispensabile che il premio non fosse rappresentato solo da una pergamena.
Desideravo che l'artista premiato ricevesse una scaglia di marmo, a rappresentare il blocco di bianco statuario che avrebbe selezionato in cava, in un rito che lo portasse a ripercorrere l'antica via tante volte battuta dal grande Michelangelo. E Giò Pomodoro condivise con noi questa emozione. In una fredda mattina di autunno ci trasmise la sacralità del sacrificio del duro lavoro dei cavatori e definì la cava "i templi laici della religiosità del lavoro".
La mattina che mi fu presentato l' imprenditore Franco Barattini, alla mia richiesta di un blocco di marmo da offrire allo scultore da premiare, non mi fece neppure definire i termini della mia domanda e mi rispose in carrarese "per il blocco non c'è problema" e mi raccontò la storia della sua vita alla cava. Io inizialmente avevo pensato che dovessero essere, a turno, i diversi imprenditori di carrara ad offrire il blocco, ma l'intesa con Franco Barattini, il suo amore per il marmo, per gli artisti, la sua generosità e intelligenza mi hanno portato a condividere questa esperienza che considero la più importante della mia vita lavorativa.

Giulia Mazzarol Pace.